Metanopoli, la città dell'energia

Nel 1953 un manipolo di uomini guidato da Enrico Mattei fondò il centro direzionale dell’ENI a SDM. Mattei aveva intuito che, se l’Italia avesse dovuto dipendere dalle grandi potenze globali per accedere a fonti di energia fossili, sarebbe stata perennemente vincolata al volere di un leviatano straniero. Per questo venne intrapresa la battaglia per indipendenza energetica nazionale.


SDM divenne il quartier generale di questa battaglia, la punta di diamante di un trionfo che negli anni 60 prese forma. Il completamento del processo di industrializzazione, l’elettrificazione universale, la costruzione delle grandi infrastrutture del Nostro Paese furono possibili grazie alla capacità dell’Italia di reperire risorse energetiche a basso costo. L’abbattimento della bolletta energetica nazionale, infatti, ridusse drasticamente i costi di produzione per le imprese Nostrane incrementando la competitività delle merci italiane sul mercato internazionale.


Ad Enrico Mattei ed ai pionieri dell’ENI dobbiamo il miracolo economico, ma il contesto globale è cambiato profondamente da allora. A quasi 65 anni dalla fondazione dell’ENI, credo sia arrivato il momento di rimettere in discussione il nostro modello economico ed interrogarci sulle prospettive di sviluppo che vogliamo perseguire.


A partire dal XX secolo si è registrato un fenomeno di surriscaldamento della superficie terrestre non riconducibili a cause naturali. In 130 anni la temperatura atmosferica media è aumentata di circa un grado ed il livello dei mari è salito di circa 19,5 cm (International Panel for the Climatic Changes). La comunità internazionale ha preso coscienza di questo problema (dal protocollo di Kyoto all’accordo di Parigi) e, si è impegnata a minimizzare l’impatto di questo fenomeno. Ma non possiamo aspettare che il cambiamento ci venga calato dall’alto. I territori devono dare il proprio contributo.


SDM ha deciso di fare la propria parte. Da diversi anni alcuni edifici pubblici della Nostra Città sono alimentati a energia solare. Inoltre è in atto una riprogettazione del sistema di mobilità urbana fondata su principi di sostenibilità ed innovazione (si pensi alla nuova collaborazione con OFO). L’obiettivo è di spostare le preferenze dei cittadini che, in prospettiva, dovranno superare la visione obsoleta del mezzo privato come unica possibilità di spostamento arrivando a prediligere le logiche di sharing, i mezzi pubblici e la mobilità dolce all’auto privata.


La direzione in cui si sta andando è corretta, ma i passi da fare sono ancora molti. SDM, in passato, è stata il cardine di una rivoluzione energetica che ha cambiato lo stile di vita del Nostro Paese. Oggi dobbiamo avere la forza di guardare oltre e di porci degli obiettivi ancora più ambiziosi. SDM può tornare ad essere il centro di un cambiamento che può, che deve arrivare dal basso, dalla quotidianità, dalle idee, dalle sensibilità e dall’impegno di ciascuno di noi. SDM deve tornare ad essere la città dell’energia.

Alessandro Fattorossi

Partito Democratico

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